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Le Parole Che
Non Scrivo
Il romanzo breve, o il lungo racconto, Le parole che non scrivo, è uno schizzo generazionale che sporca un dipinto di "grande valore". Il dipinto è tutto quello che la cultura mediatica dell'ipocrisia ha voluto mostrare al mondo intero. Lo schizzo, o lo sputo, è la morte di Kurt Cobain, il rock, i vestiti usati, le chitarre distorte, gli amori andati a farsi fottere... i venticinquenni di oggi: gli orfani degli anni novanta. Le parole che non scrivo sono i colori di questa generazione. Che per fortuna, non li ha mai persi. Alcuni motivi sono autobiografici, altri no, perché lo scrittore deve saper scrivere anche cose che non gli appartengono ma che potrebbero appartenere ad altre migliaia di persone, suoi potenziali lettori, ma, soprattutto, deve saper scrivere cose che appartengano solamente a lui per creare una sensazione di smarrimento e di estraneità ai suoi potenziali lettori. Mi auguro che queste parole sappiano farvi compagnia e rendervi un po' meno Pop...
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