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Gli Anni Della Fenice
Giugno 1998
Il sole batte forte sulle nostre teste.
Io sono il più furbo tra tutta questa gente che c’è qui.
Ho in testa una bandana della Levi’s e ogni dieci minuti me la bagno con la birra.
Dovrei berla, ma non sopporterei la mente offuscata con questo cazzo di caldo che fa.
E se dopo mi viene un collasso?!
Meglio mettermela tra i capelli, che almeno sto più fresco.
Puzzerò molto stasera, ma me ne fotto.
C’è odore d’erba tra la folla.
Quanti stanno fumando in questo momento?
Io preferisco di no, a me piace fumare un’ora prima di andare a dormire per farmi dopo nel letto tanti flash.
“INOCULA, INOCULA IL MIO GERME HO DETTO!”
Urla Manuel Agnelli!
Gli Afterhours mi fanno stare troppo bene, sono tra i miei gruppi preferiti.
Mi piacerebbe molto stare sul palco con questo sole.
A cantare, urlare e dire cazzate.
La sera c’è tutta un’altra atmosfera, ma i concerti fatti sotto la luce del sole hanno il loro fascino.
O no?
Poca gente è d’accordo con me.
Ma non mi sono neanche presentato.
Sono Alessandro, vivo a Bologna da quindici anni, da quando la mia famiglia per motivi di lavoro fu costretta ad abbandonare il paese in cui sono nato, un paese sperso tra le montagne di qualche zona del Cilento.
A volte ci ritorniamo e tra i profumi di quei posti ritrovo una parte di me stesso che a Bologna muore.
Come parlano strano laggiù!
Ma sono tutti simpatici, almeno all’apparenza.
L’apparenza inganna.
Con i miei amici siamo partiti stamattina da Bologna per venire qua a Pisa dove c’è una specie di rassegna musicale che ospita vari gruppi, emergenti e giaquasiemersi.
Qualche gruppo l’ho sentito dire, mentre gli Afterhours, i 24 grana, i Timoria, gli Almamegretta, i Modena City Ramblers e i Casino Royale li ascolto da un po’ di tempo e vederli tutti insieme mi fa stare bene.
Stasera ci stanno anche i Morchiba… Sono l’unico qui in mezzo che non li conosce!
Nel treno ho finito di leggere il libro “Farhenait 541”.
Poi ogni tanto mi guardavo attorno e mi chiedevo: “Ma quante persone i lanciafiamme li hanno in testa?”.
Assurdo!
Ma veramente tutti sono contenti di sapere niente e della loro, a tratti, inconsapevole superficialità?
A me sembra di viverli gli anni della fenice.
“Mio fratello è figlio unico, perché è convinto che anche chi non legge Freud può vivere cent’anni”.
Ma vivere cento anni da idiota conviene?
Poi va a finire che per ogni più piccolo problema ci si rivolge ad un medico.
Ma in fondo la vita ognuno se la gestisce come meglio gli pare.
Ecco da chi sono circondato: da autoambulanze che aspettano che qualcuno ormai senza più sensi cada per terra.
Ma perché fare l’ipocrita!
Anche a me piace bere.
Ma ci stanno giorni in cui le condizioni del tempo non permettono a nessuno di bere.
E oggi è da pazzi bere con questo sole.
Ora sogno il tramonto, ‘chè con qualche grado in meno si ragiona di più, e magari con la mente più fresca ci esce anche una storia con qualche frickettona.
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Giugno 1998
Il sole batte forte sulle nostre teste.
Come mi sento bene oggi, con il sudore che mi bagna la fronte e che porta con se tutte le tossine che vivono in me.
Nello zaino ho una buona scorta di Heineken, forse dieci bottiglie avvolte in un asciugamano che non fa disperdere il calore e le fa restare belle fresche.
Le ha prese Sonia, la mia ragazza, nel supermarket dello zio.
Le ha rubate.
Mi dispiace che oggi lei non sia con me.
Ha detto che doveva preparare non so quale esame per l’università.
Io quest’anno ho dato un solo esame, ma è meglio non parlarne.
Ci volevano proprio i Modena, per farci saltare un po’.
“GRANDE GRANDE FAMIGLIA
I TOSSICI I POETI I MILITANTI LE PUNK”
Nel treno abbiamo fumato un po’, mentre Alessandro se ne è restato zitto a leggere non so quale libro.
Vuole fare sempre l’intellettuale del cazzo.
Quando parla con me non lo capisco quasi mai.
Ma, come dicono a Napoli, fondamentalmente “è ‘nu bbuono guaglione”.
Poi a volte mi fa girare proprio i coglioni.
A prescindere che io non capisco perché lui non creda in Dio, non lo sopporto proprio quando mi viene a fare i discorsi contro la chiesa e quando mi cita delle frasi di un certo Feuerbach.
Ieri sera sapete cosa mi ha detto?
Mi ha detto:
“SE IO AVESSI I SOLDI DEL PAPA
PROBABILMENTE CAMBIEREI IL MONDO”.
Ha da dire persino contro il Papa!
Ma io non riesco mai a trovare le parole per risponderlo, altrimenti gli farei vedere io…
Poi a volte mi viene a fare certi discorsi da moralista, e in quei momenti non lo sopporto proprio.
“Tu ti ubriachi troppo spesso, tu ti fai troppe canne…”
Ma lasciami vivere, tanto una volta si muore.
Alessandro risponderebbe:
“SEMMAI UNA VOLTA SI CAMPA!”
Questo è l’ultimo pezzo dei Modena, dopo suonano gli Almamegretta.
Chissà che cazzo dicono nelle loro canzoni.
Mi sa che a Bologna solamente Alessandro li capisce. I suoi genitori parlano più o meno quel dialetto.
Io prendo un’altra birra, che ho la gola in fiamme e la mente troppo lucida.
Altrimenti non mi sarei messo a fare questi ragionamenti troppo seri e impegnati.
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Giugno 1998
Il sole batte forte sulle nostre teste.
Ho l’impressione di aver già sentito questa frase… Sarà un dejà-vou, mi capita spesso.
Sarà il Delta9tetraidrocannabinolo che comincia a fare il suo lavoro.
Calcolando il tempo trascorso e poi sottraendo le ore di musica che mi sono iniettato, mi restano un paio d’ore… No quello è il tempo che è trascorso! E se il tempo cambia e il cielo si ricopre di nuvoloni neri e arriva un grosso temporale? Lo chiedo ad Alessandro… Lo chiedo ad Alessandro?! Che cazzo devo chiedere ad Alessandro?!
Sarà il Delta9tetraidrocannabinolo che comincia a fare il suo lavoro.
Cazzo vuole questa?
Speriamo non mi domandi niente, ‘chè mi rompo i coglioni di risponderla.
“Scusa, c’hai una sigaretta?”
La bionda vuole la sigaretta!
LA BIONDA VUOLE LA SIGARETTA!!!!!
“Che cazzo vuoi, eh? Vai a rompere i coglioni a qualche altro deficiente!”
Mi guarda pure con quella faccia che sembra dire “Oh, ma questo è tutto scemo!”.
Sono io lo scemo?
Queste puttane sanno chiedere solamente sigarette.
ACCATTATEVILLE!!
Cosa cazzo…?
Sarà il Delta9tetraidrocannabinolo che comincia a fare il suo lavoro.
“IO ME CHIAMMO SANACORE
IO ME CHIAMMO SANACORE”
Cazzo dicono questi qui!?
Basta, basta, voglio bere, non sto bene. NON STO BENE!
“Alessa’, non sto bene!”
“Ma che tieni oh?”
“Ma non lo so, e che mi sento troppo girar la testa”
“Dopo tutta quell’erba”
“Mi sento svenire. L’ultima canna mi ha preso troppo male”
“Bagnati un po’ la fronte. Ecco, c’ho solamente la birra”
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Giugno 1998
Il sole batte forte sulle nostre teste.
Poi dicono che voglio fare il moralista.
Intanto se non era per me, Gianni a quest’ora stava in qualche ospedale.
Per fortuna la signora del bar è stata gentile ed ora Gianni è nello sgabuzzino del bar, al fresco, che dorme.
Si vede che lei è abituata a questo genere di cose..
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Giugno 1998
Il sole che tramonta è uno spettacolo stupendo.
“PERCHE’ DI CERTO LA SOPRA QUALCUNO TI AMA”
Speriamo!
Ma io avrei bisogno di un po’ d’amore anche oggi sulla terra.
Ma tu guarda le amiche mie… Vuote come caminetti d’estate.
Sono brave solamente ad urlare.
Ma chi cazzo ho frequentato fino ad oggi?
No, le devo mandare a cagare a queste qua!
Altrimenti un giorno di questi mi fanno passare anche un guaio, loro e la loro cocaina maledetta. Inconcepibile, ancora si fanno la cocaina. Ma come cazzo fanno?
E’ l’ignoranza la causa di tutto.
Perché loro non sanno di essere ignoranti, in quanto una persona ignorante col tempo diventa imbecille, poi ancora di più, e poi banalmente muore.
Il destino!
Non ditemi che ancora credete al destino.
Il destino è un’idea.
Se io oggi decido di bucarmi, di sicurissimo a quarant’anni non ci arrivo.
Me lo scrivo io il destino.
La cocaina.
L’eroina.
Ma quale solidarietà!
Voi potete essere solidali con i tossici, ma io che li conosco non posso essere d’accordo con voi.
Giustamente io non faccio di tutta un’erba un fascio, altrimenti sarei stupida e molto probabilmente a quest’ora urlerei sotto effetto di cocaina con le mie amiche.
Loro si credono ribelle.
Ma non sanno nemmeno cos’è la ribellione.
Loro vogliono fare le anarchiche, ma c’hanno la croce di Gesù sopra il comodino.
Loro vogliono fare le comuniste, e poi andranno a sposarsi tutte in chiesa.
Ma porca troia, se siete anarchiche a Cristo dovete mandarlo a fare in culo!
E se volete essere comuniste, dovete stare lontani dai preti, dal Papa e dalla chiesa!
Siete ipocrite!
Siete gente di merda!
Io non sono atea perché sono ribelle, ma sono ribelle perché sono atea.
E se non mi faccio più le canne, e perché voi mi fate schifo, voi non avete la cultura della canna, vista come oggetto socializzante, voi avete la cultura dello sballo!
Dovete essere coerenti, cazzo!
Il THC non ama la discoteca, ama una chitarra.
Se voi non vi fate i flash, non dovete fumare.
Non sapete nemmeno cos’è la musica, ascoltate la merda. Mi chiedo come voi possiate fumare.
Voi siete gente da pasticca.
Non sapete chi siete, come le pasticche.
Se uno si fa l’eroina è un eroinomane, ma uno che si fa le pasticche che cazzo di tossico è?
Voi siete gente da pasticca.
E prima o poi ve le prenderete.
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Giugno 1998
Le stelle… Non posso guardarle troppo, ‘chè mi gira la testa, e soprattutto non posso pensare troppo all’universo, altrimenti mi accorgo della mia inutilità.
L’universo è troppo potente, noi siamo niente, la terra possiamo distruggerla in dieci secondi, l’universo no.
Come dire, possiamo bruciare un granello di sabbia, ma non il deserto.
Mi sembra alquanto preoccupata e pensierosa.
Forse neanche a lei piacciono i Morchiba.
Boh!
Questo panino dovrebbe essere veramente schifoso, ma lo mangio.
Posso mica morire di fame?
Ma…
Con chi sto parlando?
Ho una strana sensazione, ho l’impressione di aver parlato spesso con qualcuno, oggi.
Mi sembra di avergli raccontato un sacco di cose.
Vuoi vedere che questi bastardi degli amici miei stamattina nel cornetto mi hanno messo un trip?
No, sarà il caldo.
Ma tu vedi quanti pensieri vagano ora nella mia mente…
“Ciao Sara, allora la smetti di pensare alle tue amiche?”
“Sai Alessa’, io oggi ho capito un sacco di cose che… Alessandro?”
“Sara?!”
“Io non… Non so il tuo nome. Io non ti conosco. Io non ti ho mai visto!”
“Si…”
“Scusa, non capisco cosa sia successo”
“Mi ha raccontato i tuoi pensieri…”
“Ti ha raccontato? Non capisco”
“Non so, qualcuno mi ha raccontato i tuoi pensieri, io so molto di te”
“Anche io, ma è… oggi è un giorno un po’ strano”
“Vero”
“Perché ora sono qui con te, a parlare di non so cosa?”
“Sarà il destino… Scusa, scusa. Tu non credi al destino. Anche io”
“Andiamo a bere qualcosa al bar?”
“Certo”
“Ho voglia di un gelato”.
IO
SONO COME DIO
BURATTINAIO VI HO MOSSO CON I FILI
E VI HO COSTRETTO A RACCONTARVI.
É FINZIONE
VOI SIETE FINTI, FORSE,
E IO VI STO SCRIVENDO.
IO
SONO COME DIO…
E SONO VERO.
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